Potevo mai passare un po' di giorni a sud del Tevere senza fare foto di piante grasse? No, of course... Ecco poche foto (fatte male con il telefonino) a Ischia. Si distinguono una opuntia piena di frutti neri e con qualche fiore giallo, poi delle aloe con i fiori rossi e lateralmente delle agavi:
sabato 28 giugno 2014
Echeveria
Oggi non è certo la giornata più adatta a fare foto delle piante, è tutto grigio e il flash mi si apre in automatico (accompagnato da una vocina che dice "nun hai fatto foto fino a 'mmo, e proprio oggi te sei arrecuordata, cu stu tiempo...", e sì, il mio flash mi parla in napoletano).
Comunque in questo periodo l'EcheveriaPumila glauca è in fiore e, notando che non ho mai postato sue foto, rimedio subito. Eccola:
I fiori non sono molto appariscenti, ma hanno un bellissimo colore, quasi fluo (molto fashion).
Ho anche una Echeveria pulvinata, ma quest'anno non ha fatto i fiori, forse perché l'ho tenuta troppo all'ombra.
Comunque in questo periodo l'Echeveria
I fiori non sono molto appariscenti, ma hanno un bellissimo colore, quasi fluo (molto fashion).
Ho anche una Echeveria pulvinata, ma quest'anno non ha fatto i fiori, forse perché l'ho tenuta troppo all'ombra.
Sono abbastanza facili da coltivare, questa nella foto fa spesso delle rosette laterali che un paio di volte sono riuscita a far attecchire. La prima forse è un regalo di Francesco, ma non ne sono sicurissima. La seconda? Boh... non credo di averla comprata, ma non ne ricordo le origini.
sabato 4 gennaio 2014
Pezzetti di felicità
Oggi ho tagliuzzato il tronchetto della felicità, la Dracaena forse fragrans, che era diventata troppo alta per i miei gusti. Dei quattro rami ne ho tagliati due, ma se i due monconi rimasti fanno le foglie allora procederò a tagliare anche i due rimanenti.
Ho ottenuto dei pezzetti che ho messo nell'acqua. Quando faranno delle belle radici li sposterò in vasi. Sembro convinta, vero? Invece penso che già se non marciscono tra una settimana avrò avuto una bella dose di fortuna...
sabato 9 novembre 2013
Aloe
Lo spunto per questo post è il bellissimo regalo che ho ricevuto per il compleanno:
Aloe vera, signori e signore, panacea di tutti i mali, ma soprattutto utile per le ferite e le bruciature.
Sono piante abbastanza resistenti, un po' possono resistere anche al freddo. Ho anche altri tipi di aloe nella mia collezione: questa credo che sia ancora una aloe vera, ma è un po' diversa da quella che mi hanno regalato:
Ha le foglie più cicciotte e meno spinose di quella di prima. Inoltre mi sembra che le foglie non formino una bella rosetta come quelle delle prime foto, ma piuttosto siano tutte nella stessa direzione.
Comunque la gara di spinosità la vince sicuramente la ferox:
L'unica che mi ha mai fatto i fiori è l'Aloe variegata:
mentre la prossima, l'Aloe arborescens, non sono riuscita a tenerla qui a Rho e riporto una foto di quella di mia madre:
Aloe vera, signori e signore, panacea di tutti i mali, ma soprattutto utile per le ferite e le bruciature.
Sono piante abbastanza resistenti, un po' possono resistere anche al freddo. Ho anche altri tipi di aloe nella mia collezione: questa credo che sia ancora una aloe vera, ma è un po' diversa da quella che mi hanno regalato:
Ha le foglie più cicciotte e meno spinose di quella di prima. Inoltre mi sembra che le foglie non formino una bella rosetta come quelle delle prime foto, ma piuttosto siano tutte nella stessa direzione.
Comunque la gara di spinosità la vince sicuramente la ferox:
L'unica che mi ha mai fatto i fiori è l'Aloe variegata:
mentre la prossima, l'Aloe arborescens, non sono riuscita a tenerla qui a Rho e riporto una foto di quella di mia madre:
sabato 28 settembre 2013
Bruchi capatonda
Questi bei bruchetti quest'estate si sono mangiati un bel po' di foglioline della mia rosa... ho pensato: "vabbè, sempre meglio degli afidi che non diventano neanche farfalle". Poi ho scoperto che in realtà queste sono le larve di un insetto scialbo, chiamato Arge Pagana, che sono proprio specializzate con le rose.
Mannaggia alla capa (arancione) loro...
Mannaggia alla capa (arancione) loro...
sabato 14 settembre 2013
La mia bella Opuntia Microdasys
Ecco la (purtroppo triste) storia della mia opuntietta:
durante l'ultima visita a casa di mia zia avevo notato questa piantina in uno dei tanti vasi con piantine grasse che lei aveva sistemato vicino alle finestre di casa sua e, dato che era da un po' che pensavo di prenderne una da affiancare alle altre opuntie un po' più "aggressive", avevo esclamato "ah, ma guarda un po'" (o qualcosa di equivalente). Mia zia aveva risposto sulla difensiva: "non mi dire niente su queste piante che già so che le sto trascurando e dovrebbero essere un po' curate". Chiaramente alla mia proposta di prendermene un pezzetto aveva reagito positivamente ("Stai attenta che hanno delle spine che basta guardarle per trovartele dappertutto, e poi fai tutto tu che io sto qui seduta". Ebbene sì, mia zia poteva essere un po' spinosa anche lei!).
Quindi avevo preso il mio pezzettino (una palettina) e l'avevo avvolto nella carta di giornale per poi metterlo in valigia. Arrivata a casa l'avevo dimenticato da qualche parte e dopo almeno un paio di settimane dal prelievo, l'avevo messo in un vasetto. Dopo un paio di giorni il vento forte aveva fatto rovesciare il vasetto e mi aveva fatto perdere traccia della piantina, che, ritrovata dopo almeno un'altra settimana in un angolino, avevo poi ripiantato in un altro vaso. Dopo un po' finalmente, e nonostante le avversità varie, eccola qui:
Dalla paletta (cladode) iniziale ne sono spuntate altre due, a orecchio di topolino, e dalla più grande adesso ne spuntano ancora altre due che non si vedono ancora nelle foto.
Quando poi ho rivisto mia zia in ospedale, avrei voluto parlarle del successo della piantina, ma ho avuto un po' di timore pensando che una piantina che cresce ti porta a pensare inevitabilmente e in maniera spensierata al tempo che verrà, e in quel momento il futuro non era certo un argomento da prendere alla leggera.
Insomma mia zia non c'è più e certo, tra le tante cose, non rimpiango di non averle parlato di una stupida piantina. Però a questa piantina voglio un po' bene, spero che ce la faccia a superare l'inverno e che si trovi bene con le sue compagnelle.
P.S. Prima della recente ricerca in internet fatta per essere sicura di non sbagliarne il nome, l'avevo sempre chiamata microdaysis pensando a piccole margherite...
P.P.S. ecco qualche altra opuntia e cylindropuntia:

durante l'ultima visita a casa di mia zia avevo notato questa piantina in uno dei tanti vasi con piantine grasse che lei aveva sistemato vicino alle finestre di casa sua e, dato che era da un po' che pensavo di prenderne una da affiancare alle altre opuntie un po' più "aggressive", avevo esclamato "ah, ma guarda un po'" (o qualcosa di equivalente). Mia zia aveva risposto sulla difensiva: "non mi dire niente su queste piante che già so che le sto trascurando e dovrebbero essere un po' curate". Chiaramente alla mia proposta di prendermene un pezzetto aveva reagito positivamente ("Stai attenta che hanno delle spine che basta guardarle per trovartele dappertutto, e poi fai tutto tu che io sto qui seduta". Ebbene sì, mia zia poteva essere un po' spinosa anche lei!).
Quindi avevo preso il mio pezzettino (una palettina) e l'avevo avvolto nella carta di giornale per poi metterlo in valigia. Arrivata a casa l'avevo dimenticato da qualche parte e dopo almeno un paio di settimane dal prelievo, l'avevo messo in un vasetto. Dopo un paio di giorni il vento forte aveva fatto rovesciare il vasetto e mi aveva fatto perdere traccia della piantina, che, ritrovata dopo almeno un'altra settimana in un angolino, avevo poi ripiantato in un altro vaso. Dopo un po' finalmente, e nonostante le avversità varie, eccola qui:
Dalla paletta (cladode) iniziale ne sono spuntate altre due, a orecchio di topolino, e dalla più grande adesso ne spuntano ancora altre due che non si vedono ancora nelle foto.
Quando poi ho rivisto mia zia in ospedale, avrei voluto parlarle del successo della piantina, ma ho avuto un po' di timore pensando che una piantina che cresce ti porta a pensare inevitabilmente e in maniera spensierata al tempo che verrà, e in quel momento il futuro non era certo un argomento da prendere alla leggera.
Insomma mia zia non c'è più e certo, tra le tante cose, non rimpiango di non averle parlato di una stupida piantina. Però a questa piantina voglio un po' bene, spero che ce la faccia a superare l'inverno e che si trovi bene con le sue compagnelle.
P.S. Prima della recente ricerca in internet fatta per essere sicura di non sbagliarne il nome, l'avevo sempre chiamata microdaysis pensando a piccole margherite...
P.P.S. ecco qualche altra opuntia e cylindropuntia:

giovedì 13 giugno 2013
Gymnocalycium
I gymnocalycium sono dei cactus che non diventano troppo grandi e che conservano una forma appallottolata (e spesso anche un po' grinzosetta).
Il nome vuol dire "calice nudo" e si riferisce al fatto che a differenza di quanto accade con altri cactus (vedi per esempio l'echinonopsis, o l'echinocereus o il chamacereus) i boccioli non sono ricoperti di peli:
La mia piantina è stata comprata qualche anno fa, ha resistito abbastanza bene agli inverni nella serretta e alle estati sul terrazzo al sole.
Quest'anno ha fatto due fiori in contemporanea: i boccioli sono iniziati ad uscire un mese fa, ma forse per le temperature non altissime ci hanno messo un po' di tempo ad aprirsi:
Forse ci sono ancora un paio di boccioli che si apriranno... E' un po' difficile capire di che specie si tratta, ce ne sono tantissime e le differenze tra di loro sono minime. Azzarderei un baldianum...
Il nome vuol dire "calice nudo" e si riferisce al fatto che a differenza di quanto accade con altri cactus (vedi per esempio l'echinonopsis, o l'echinocereus o il chamacereus) i boccioli non sono ricoperti di peli:
La mia piantina è stata comprata qualche anno fa, ha resistito abbastanza bene agli inverni nella serretta e alle estati sul terrazzo al sole.
Quest'anno ha fatto due fiori in contemporanea: i boccioli sono iniziati ad uscire un mese fa, ma forse per le temperature non altissime ci hanno messo un po' di tempo ad aprirsi:
Forse ci sono ancora un paio di boccioli che si apriranno... E' un po' difficile capire di che specie si tratta, ce ne sono tantissime e le differenze tra di loro sono minime. Azzarderei un baldianum...
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