Potevo mai passare un po' di giorni a sud del Tevere senza fare foto di piante grasse? No, of course... Ecco poche foto (fatte male con il telefonino) a Ischia. Si distinguono una opuntia piena di frutti neri e con qualche fiore giallo, poi delle aloe con i fiori rossi e lateralmente delle agavi:
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sabato 28 giugno 2014
sabato 14 settembre 2013
La mia bella Opuntia Microdasys
Ecco la (purtroppo triste) storia della mia opuntietta:
durante l'ultima visita a casa di mia zia avevo notato questa piantina in uno dei tanti vasi con piantine grasse che lei aveva sistemato vicino alle finestre di casa sua e, dato che era da un po' che pensavo di prenderne una da affiancare alle altre opuntie un po' più "aggressive", avevo esclamato "ah, ma guarda un po'" (o qualcosa di equivalente). Mia zia aveva risposto sulla difensiva: "non mi dire niente su queste piante che già so che le sto trascurando e dovrebbero essere un po' curate". Chiaramente alla mia proposta di prendermene un pezzetto aveva reagito positivamente ("Stai attenta che hanno delle spine che basta guardarle per trovartele dappertutto, e poi fai tutto tu che io sto qui seduta". Ebbene sì, mia zia poteva essere un po' spinosa anche lei!).
Quindi avevo preso il mio pezzettino (una palettina) e l'avevo avvolto nella carta di giornale per poi metterlo in valigia. Arrivata a casa l'avevo dimenticato da qualche parte e dopo almeno un paio di settimane dal prelievo, l'avevo messo in un vasetto. Dopo un paio di giorni il vento forte aveva fatto rovesciare il vasetto e mi aveva fatto perdere traccia della piantina, che, ritrovata dopo almeno un'altra settimana in un angolino, avevo poi ripiantato in un altro vaso. Dopo un po' finalmente, e nonostante le avversità varie, eccola qui:
Dalla paletta (cladode) iniziale ne sono spuntate altre due, a orecchio di topolino, e dalla più grande adesso ne spuntano ancora altre due che non si vedono ancora nelle foto.
Quando poi ho rivisto mia zia in ospedale, avrei voluto parlarle del successo della piantina, ma ho avuto un po' di timore pensando che una piantina che cresce ti porta a pensare inevitabilmente e in maniera spensierata al tempo che verrà, e in quel momento il futuro non era certo un argomento da prendere alla leggera.
Insomma mia zia non c'è più e certo, tra le tante cose, non rimpiango di non averle parlato di una stupida piantina. Però a questa piantina voglio un po' bene, spero che ce la faccia a superare l'inverno e che si trovi bene con le sue compagnelle.
P.S. Prima della recente ricerca in internet fatta per essere sicura di non sbagliarne il nome, l'avevo sempre chiamata microdaysis pensando a piccole margherite...
P.P.S. ecco qualche altra opuntia e cylindropuntia:

durante l'ultima visita a casa di mia zia avevo notato questa piantina in uno dei tanti vasi con piantine grasse che lei aveva sistemato vicino alle finestre di casa sua e, dato che era da un po' che pensavo di prenderne una da affiancare alle altre opuntie un po' più "aggressive", avevo esclamato "ah, ma guarda un po'" (o qualcosa di equivalente). Mia zia aveva risposto sulla difensiva: "non mi dire niente su queste piante che già so che le sto trascurando e dovrebbero essere un po' curate". Chiaramente alla mia proposta di prendermene un pezzetto aveva reagito positivamente ("Stai attenta che hanno delle spine che basta guardarle per trovartele dappertutto, e poi fai tutto tu che io sto qui seduta". Ebbene sì, mia zia poteva essere un po' spinosa anche lei!).
Quindi avevo preso il mio pezzettino (una palettina) e l'avevo avvolto nella carta di giornale per poi metterlo in valigia. Arrivata a casa l'avevo dimenticato da qualche parte e dopo almeno un paio di settimane dal prelievo, l'avevo messo in un vasetto. Dopo un paio di giorni il vento forte aveva fatto rovesciare il vasetto e mi aveva fatto perdere traccia della piantina, che, ritrovata dopo almeno un'altra settimana in un angolino, avevo poi ripiantato in un altro vaso. Dopo un po' finalmente, e nonostante le avversità varie, eccola qui:
Dalla paletta (cladode) iniziale ne sono spuntate altre due, a orecchio di topolino, e dalla più grande adesso ne spuntano ancora altre due che non si vedono ancora nelle foto.
Quando poi ho rivisto mia zia in ospedale, avrei voluto parlarle del successo della piantina, ma ho avuto un po' di timore pensando che una piantina che cresce ti porta a pensare inevitabilmente e in maniera spensierata al tempo che verrà, e in quel momento il futuro non era certo un argomento da prendere alla leggera.
Insomma mia zia non c'è più e certo, tra le tante cose, non rimpiango di non averle parlato di una stupida piantina. Però a questa piantina voglio un po' bene, spero che ce la faccia a superare l'inverno e che si trovi bene con le sue compagnelle.
P.S. Prima della recente ricerca in internet fatta per essere sicura di non sbagliarne il nome, l'avevo sempre chiamata microdaysis pensando a piccole margherite...
P.P.S. ecco qualche altra opuntia e cylindropuntia:

lunedì 11 marzo 2013
Opuntia subulata
L'inverno per me è proprio un problema, le piante soffrono un sacco.
Questa è la triste testimonianza delle mie opuntie, una comprata e l'altra regalata.
Si sono allungate e imbianchite perché erano all'interno, e quindi al caldo che stimolava la crescita ma con poca luce perché non ho una buona posizione per mettere tutte le piante.
L'anno scorso in primavera una delle due (quella comprata) l'avevo messa subito al sole e quindi le puntine bianche si erano scottate. Questo dovrebbe già far capire quanto sono resistenti queste piantine...
Quest'anno le metterò prima un po' all'ombra.
A me le opuntie sono simpatiche, a partire dal nome che mi ricorda un personaggio mitologico femminile (perché? boh, forse lo confondo con qualcos'altro).
Per non parlare dei fichi d'india che ricordano paesaggi mediterranei...
In questa foto si vedono bene sia i nuovi rametti che le zone scottate l'anno scorso.
La pianta nel vaso rosso è stata acquistata, l'altra me l'ha regalata Agar.
Ecco due rametti completamente bianchi, nati quest'inverno.
Questa è la triste testimonianza delle mie opuntie, una comprata e l'altra regalata.
Si sono allungate e imbianchite perché erano all'interno, e quindi al caldo che stimolava la crescita ma con poca luce perché non ho una buona posizione per mettere tutte le piante.
L'anno scorso in primavera una delle due (quella comprata) l'avevo messa subito al sole e quindi le puntine bianche si erano scottate. Questo dovrebbe già far capire quanto sono resistenti queste piantine...
Quest'anno le metterò prima un po' all'ombra.
A me le opuntie sono simpatiche, a partire dal nome che mi ricorda un personaggio mitologico femminile (perché? boh, forse lo confondo con qualcos'altro).
Per non parlare dei fichi d'india che ricordano paesaggi mediterranei...
In questa foto si vedono bene sia i nuovi rametti che le zone scottate l'anno scorso.
La pianta nel vaso rosso è stata acquistata, l'altra me l'ha regalata Agar.
Ecco due rametti completamente bianchi, nati quest'inverno.
domenica 23 settembre 2012
Tephrocactus articulatus var. papyracanthus
Questa pianta non la capisco molto: quando l'ho presa aveva un pezzo principale con due protuberanze, che però dopo poco si sono staccate a seguito di un leggero incidente... le ho quindi messe in un altro vaso e per mesi sono restate immutate, senza fare radici e "sgonfiandosi" un pochino.
Poi ad un certo punto (dopo un anno) hanno deciso che era tempo di svegliarsi, hanno messo radici e hanno fatto a loro volta dei getti laterali.
La pianta principale intanto ha a sua volta emesso altri getti, ma il corpo centrale si sta afflosciando:
Anche il colore ha un non so che di sbagliato: l'ho spostata all'ombra pensando che fosse dovuto al troppo
sole, ma comunque non è un bel verde come quello di alcune foto che ho trovato sul web...
A parte questo, la pianta cresce, quindi un po' di soddisfazione c'è. Le spine sembrano delicati pezzi di carta, ma sono belle cattivelle! In inglese si chiama "paper spine cactus".
Nei miei libri non c'è, le informazioni le ho trovate su internet. Pare che sia classificata anche come opuntia...
Poi ad un certo punto (dopo un anno) hanno deciso che era tempo di svegliarsi, hanno messo radici e hanno fatto a loro volta dei getti laterali.
La pianta principale intanto ha a sua volta emesso altri getti, ma il corpo centrale si sta afflosciando:
Anche il colore ha un non so che di sbagliato: l'ho spostata all'ombra pensando che fosse dovuto al troppo
sole, ma comunque non è un bel verde come quello di alcune foto che ho trovato sul web...
A parte questo, la pianta cresce, quindi un po' di soddisfazione c'è. Le spine sembrano delicati pezzi di carta, ma sono belle cattivelle! In inglese si chiama "paper spine cactus".
Nei miei libri non c'è, le informazioni le ho trovate su internet. Pare che sia classificata anche come opuntia...
lunedì 11 giugno 2012
Opuntia tunicata
Il nome di questa pianta mi è stato suggerito in un forum sulle piante grasse. La si trova anche sotto il nome di cilindropuntia, che mi sembra appropriato perché a differenza di altre opuntie non ha le pale piatte ma cilindriche, come i fusti dei cactus.
E' "tunicata" perché le spine sono ricoperte da una sottile tunica che viene via quando la si tira. La mia piantina è stata immobile per un anno, e adesso sta facendo dei rami nuovi. Però mi dicono che le opuntie in genere crescono molto velocemente... questa sara' l'eccezione!
In genere ho notato che le opuntie crescono quando c'è un bel caldo estivo, mentre anche con la piacevole temperatura primaverile di 23, 24 gradi non si muovono più di tanto.
E' "tunicata" perché le spine sono ricoperte da una sottile tunica che viene via quando la si tira. La mia piantina è stata immobile per un anno, e adesso sta facendo dei rami nuovi. Però mi dicono che le opuntie in genere crescono molto velocemente... questa sara' l'eccezione!
In genere ho notato che le opuntie crescono quando c'è un bel caldo estivo, mentre anche con la piacevole temperatura primaverile di 23, 24 gradi non si muovono più di tanto.
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